Revisione Intermedia della Politica di Coesione 2021–2027: Le Modifiche al FESR e al JTF

3 Aprile 2025 | Informazioni

Il 1° aprile 2025 la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento (COM(2025) 123 final) che segna un momento chiave nella revisione intermedia della politica di coesione 2021–2027. L’iniziativa, preannunciata nel quadro dell’agenda “STEP” (Strategic Technologies for Europe Platform), punta a introdurre maggiore flessibilità e capacità di risposta strategica nell’attuazione dei fondi strutturali, in particolare il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo per una transizione giusta (JTF).

Questa proposta legislativa modifica i regolamenti (UE) 2021/1058 (FESR) e 2021/1056 (JTF), rispondendo a nuove sfide emergenti quali la transizione energetica, la sicurezza, la competitività industriale, le crisi geopolitiche e gli shock idrici e sociali. L’obiettivo della Commissione è duplice: rilanciare la coesione come politica industriale e ambientale dell’Unione e offrire agli Stati membri incentivi per riallocare le risorse in funzione di nuove priorità strategiche.

Le Modifiche Proposte per il FESR

  1. Nuovi Obiettivi Specifici: Sono stati introdotti sette nuovi ambiti tematici sotto priorità dedicate.
    • Difesa e sicurezza:
      • Rafforzamento delle capacità industriali per promuovere l’uso duale e la difesa.
      • Sviluppo di infrastrutture resilienti a duplice uso per la mobilità militare nell’UE.
    • Energia e transizione verde:
      • Promozione di interconnessioni energetiche, infrastrutture di trasmissione e ricarica.
    • Gestione idrica:
      • Accesso sicuro all’acqua e gestione sostenibile.
    • Edilizia abitativa:
      • Accesso ad alloggi a prezzi accessibili e riforme correlate.
  2. Finanziamento e Incentivi:
    • Prefinanziamento una tantum del 30% e cofinanziamento UE fino al 100% per le nuove priorità inserite entro il 31 dicembre 2025.
  3. Flessibilità Tematica:
    • Gli investimenti nelle nuove priorità concorrono alla concentrazione tematica su PO1 e PO2.
  4. Apertura alle Grandi Imprese:
    • Ammissibilità estesa a grandi imprese coinvolte in STEP, IPCEI o progetti di decarbonizzazione industriale.
  5. Contributi a InvestEU:
    • Possibilità di trasferire risorse FESR a strumenti finanziari dedicati alla coesione.
  6. Estensione delle Attività Ammissibili:
    • Inclusione di progetti ETS se premiati con il “Seal of Excellence” o il “Sovereignty Seal”.
  7. Premialità Territoriale:
    • Programmi che riallocano almeno il 15% verso le nuove priorità ricevono prefinanziamento aggiuntivo (fino al 9,5%) e proroga dell’ammissibilità al 2030.
  8. Iniziativa Urbana Europea e Investimenti Interregionali:
    • Possibilità di finanziare progetti selezionati con il “Seal of Excellence” anche se non finanziati direttamente dall’iniziativa.

Le Modifiche Proposte per il JTF

  1. Estensione all’Ambito ETS:
    • Il fondo potrà finanziare attività nei settori soggetti al sistema ETS, se coerenti con i Piani per una Transizione Giusta.
  2. Nuove Tipologie di Investimenti:
    • Saranno ammissibili investimenti in tecnologie a basse emissioni, riconversione economica e formazione professionale.
  3. Semplificazione dei Criteri:
    • Gli investimenti devono dimostrare coerenza con gli obiettivi climatici e la coesione.
  4. Revisione dei Piani Territoriali:
    • Gli Stati membri potranno aggiornare i TJTP per rispondere a nuove condizioni socio-economiche e regolatorie.
  5. Grandi Imprese:
    • Possibile il sostegno diretto anche a grandi imprese nei settori ETS, se contribuiscono all’occupazione e alla transizione.
  6. Incentivi Finanziari:
    • Prefinanziamento del 30% e cofinanziamento UE fino al 100% per priorità legate alla revisione.
  7. Integrazione con STEP e InvestEU:
    • Allineamento tra JTF e piattaforme industriali strategiche europee.

Questa revisione intermedia rappresenta un tentativo ambizioso di trasformare la politica di coesione in un volano di resilienza, innovazione e autonomia strategica per l’Unione. Il rafforzamento della dimensione industriale e ambientale dei fondi strutturali consentirà una risposta più tempestiva e coerente alle sfide sistemiche che l’Europa deve affrontare nel contesto attuale.

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